Presso Sāvatthī. Allora un certo monaco si recò dal Beato e, giunto alla sua presenza, dopo avergli reso omaggio, si sedette a un lato. Seduto lì, disse al Beato: «Signore, in tale e tale dimora vi è un certo monaco — di recente ordinazione, poco conosciuto — che è malato, sofferente, gravemente infermo. Sarebbe bene che il Beato andasse a visitare quel monaco, per compassione verso di lui.»
Dal Dizionario
vairāgya
Pronunce
In sanscrito, “distacco [dal mondo]”; un passo importante nel processo soteriologico che conduce al nirvāṇa. Nell’Abhidharmamahāvibhāṣā, si dice che vairāgya corrisponda alla “assenza di avidità” (S. alobha; C. wutan), una delle tre facoltà salutari (trīṇi kuśalamūlāni, cfr. kuśalamūla), insieme a “assenza di rabbia” (S. apratigha; C. wuchen) e “non-illusione” (S. amoha; C. wuchi).
Vairāgya è un fattore essenziale per raggiungere lo stato non contaminato (anāsrava) dalle afflizioni (kleśa), una caratteristica del sentiero dell’arhat. Vairāgya è il decimo dei dodici anelli (nidāna) di ciò che nella letteratura buddhista pāli è noto come “produzione condizionata supramondana” (P. lokuttara-paṭiccasamuppāda; S. lokottara–pratītyasamutpāda). Questa catena supramondana conduce alla liberazione (P. vimutti; S. saṃsāra), che è il risultato finale della più comune catena mondana. In questa catena “supramondana”, i dodici anelli sono: (1) la sofferenza (P. dukkha; S. duḥkha), (2) la fede (P. saddhā; S. śraddhā), (3) il diletto o la soddisfazione (P. pāmojja; S. prāmodya), (4) il rapimento o la gioia fisica (P. pīti; S. prīti), (5) la tranquillità o il riposo (P. passaddhi; S. praśrabdhi), (6) l’agio o la beatitudine mentale (sukha), (7) la concentrazione (samādhi), (8) la conoscenza e la visione conformi alla realtà (P. yathābhūtañāṇadassana; S. yathābhūtajñānadarśana), (9) il disincanto (P. nibbidā; S. nirveda), (10) il distacco (P. virāga; S. vairāgya), (11) la liberazione (P. vimutti; S. vimukti), e (12) la conoscenza della distruzione dei contaminanti (P. āsavakkhāya; S. āsravakṣaya). L’Āryaśāsanaprakaraṇa (C. Xianyang shengjiao lun), un’esposizione sommaria dello Yogācārabhūmiśāstra, menziona anche vairāgya in un elenco simile di dodici anelli, con la differenza che i primi due anelli sono sostituiti dall’”osservanza dei precetti” (P. kusalasīla; S. kuśalaśīla) e dalla “assenza di rimorso” (P. avippaṭisāra; S. avipratisāra).
"The Princeton Dictionary of Buddhism"