Dal Dizionario

vairāgya

In sanscrito, “distacco [dal mondo]”; un passo importante nel processo soteriologico che conduce al nirvāṇa. Nell’Abhidharmamahāvibhāṣā, si dice che vairāgya corrisponda alla “assenza di avidità” (S. alobha; C. wutan), una delle tre facoltà salutari (trīṇi kuśalamūlāni, cfr. kuśalamūla), insieme a “assenza di rabbia” (S. apratigha; C. wuchen) e “non-illusione” (S. amoha; C. wuchi).

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«Monaci, la forma non è il sé. Se la forma fosse il sé, questa forma non si presterebbe al dis-agio. Sarebbe possibile dire riguardo alla forma: “Che la mia forma sia così. Che la mia forma non sia così.” Ma proprio perché la forma non è il sé, questa forma si presta al dis-agio. E non è possibile dire riguardo alla forma: “Che la mia forma sia così. Che la mia forma non sia così.”»