Dal Dizionario
mārga
Pronunce
In sanscrito, “sentiero”, “via”; termine polisemico il cui significato originario indica una strada, una traccia, un percorso o una direzione. Nel Buddhismo è uno dei concetti fondamentali e designa il cammino metaforico che conduce da una condizione a un’altra, tipicamente dalla sofferenza alla liberazione, dal saṃsāra al nirvāṇa.
L’idea del sentiero si fonda sulla convinzione che i mezzi per conseguire la liberazione dalla sofferenza siano stati scoperti dal Buddha, il quale ha egli stesso percorso tale via, lasciando tracce che altri possono seguire. Secondo la visione buddhista, tutti i buddha del passato hanno seguito il medesimo sentiero verso il risveglio; tuttavia, negli intervalli tra la comparsa di un buddha e l’altro, questo sentiero viene dimenticato, e la funzione del nuovo buddha che appare nel mondo è quella di riscoprirlo e riaprirlo.
Il termine mārga compare nel primo sermone del Buddha come il quarto elemento delle quattro nobili verità, dove è identificato con l’ottuplice nobile sentiero, che si colloca tra i due estremi dell’indulgenza nei piaceri e della mortificazione di sé. In altri contesti, il sentiero è associato al triplice addestramento (triśikṣā): moralità (śīla), concentrazione (samādhi) e saggezza (prajñā).
Le tradizioni buddhiste descrivono numerose articolazioni del sentiero verso il risveglio. Sia il Buddhismo antico sia il mahāyāna parlano di tre vie principali: (1) il sentiero dello śrāvaka, che culmina nel nirvāṇa dell’arhat; (2) il sentiero del pratyekabuddha, anch’esso culminante nel nirvāṇa di un arhat; e (3) il sentiero del bodhisattva, che conduce al pieno risveglio buddhico.
Un sistema comune distingue cinque stadi del sentiero (pañcamārga): (1) il sentiero dell’accumulazione (saṃbhāramārga), (2) il sentiero della preparazione (prayogamārga), (3) il sentiero della visione (darśanamārga), (4) il sentiero della coltivazione (bhāvanāmārga) e (5) il sentiero dell’adepto, “in cui non c’è più nulla da apprendere” (aśaikṣamārga).
Nelle descrizioni più tecniche, il sentiero è inteso come una sequenza di momenti di coscienza all’interno di un processo di purificazione, attraverso il quale stati sempre più sottili di contaminazioni (āsrava) e afflizioni (kleśa) vengono progressivamente ed irreversibilmente estirpati dalla mente. Il termine “sentiero” compare inoltre nel titolo di opere buddhiste di grande importanza, come il Visuddhimagga (“Sentiero della purificazione”). Il maestro tibetano Tsong kha pa ha parlato dei “tre aspetti principali del sentiero”: rinuncia, bodhicitta e visione corretta. Si veda anche dao.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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