Chi penetrerà questa terra & questo regno della morte con tutti i suoi dei? Chi discernerà il ben insegnato detto del Dhamma, come l’esperto ghirlandaio il fiore?
Dal Dizionario
samyagvyāyāma
Pronunce
In sanscrito, “retto sforzo” o “sforzo corretto”; è il sesto elemento del Nobile Ottuplice Sentiero (āryāṣṭāṅgamārga).
Il samyagvyāyāma è articolato in quattro sforzi progressivi: (1) prevenire il sorgere di stati mentali non salutari (akuśala) non ancora sorti; (2) abbandonare gli stati mentali non salutari già sorti; (3) generare stati mentali salutari (kuśala) non ancora sorti; (4) coltivare e mantenere gli stati mentali salutari già sorti.
Gli stati mentali salutari sono caratterizzati da consapevolezza (smṛti), energia (vīrya), gioia estatica (prīti), concentrazione (samādhi) ed equanimità (upekṣā), con un’enfasi particolare sull’energia o vigore (vīrya), che in questo contesto prende il nome di vyāyāma, cioè sforzo.
In senso più tecnico, come sesto fattore dell’Ottuplice Sentiero così come presentato nel Madhyāntavibhāga, nel Mahāyānasūtrālaṃkāra e in parti dell’Abhidharmakośabhāṣya, il samyagvyāyāma indica lo sforzo necessario a eliminare gli specifici insiemi di afflizioni (kleśa) che devono essere abbandonate sul sentiero della coltivazione (bhāvanāmārga).
La stessa forza, richiesta fin dall’inizio dello sviluppo del cammino verso il risveglio, è sistematizzata come i quattro pradhāna (sforzi) o prahāṇa (abbandoni). Come la consapevolezza (smṛti) e la concentrazione (samādhi), lo sforzo riceve un’attenzione particolare per la sua importanza in tutte le fasi del sentiero. Il termine samyakpradhāna è sinonimo di samyagvyāyāma quando descrive uno sforzo pienamente sviluppato.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"