Le Terre dei Buddha

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Ecco ciò che ho udito:

Una volta, il Buddha si trovava nei Giardini di Āmra nella città di Vaiśālī, accompagnato da una moltitudine di monaci eminenti in numero di ottomila. Vi erano anche trentaduemila bodhisattva, tutti noti all’assemblea, persone che avevano compiuto tutte le pratiche fondamentali della grande saggezza. Sostenuti dalla potenza e dai poteri soprannaturali dei Buddha, accettavano e sostenevano la corretta Legge per custodire la cittadella del Dharma. Sapevano come ruggire il ruggito del leone, e la loro fama risuonava nelle dieci direzioni. Senza attendere che gli venisse chiesto, stringevano amicizia con gli altri e portavano loro conforto. Garantivano la continuità e la prosperità dei Tre Tesori, assicurandosi che questi non venissero mai meno. Conquistavano e soggiogavano la malevolenza dei demoni e mettevano un freno alle dottrine non buddhiste.

Erano tutti immacolati e puri, essendosi liberati da tempo da lacci e ostacoli; le loro menti dimoravano costantemente in uno stato di emancipazione senza impedimenti. La loro presenza mentale, la meditazione, la memoria degli insegnamenti e l’eloquenza non vacillavano mai, e dell’elemosina, dell’osservanza dei precetti, della sopportazione, dell’assiduità, della meditazione, della saggezza e del potere di impiegare i mezzi abili, non ve ne era uno in cui fossero carenti.

Avevano imparato ad accettare il fatto che non vi è nulla a cui aggrapparsi, nessuna visione dei fenomeni da intrattenere. Sapevano come rispondere compiacentemente agli altri e far girare la ruota del Dharma che non regredisce. Esperti nel comprendere le caratteristiche dei fenomeni, capaci di intendere le capacità degli esseri viventi, si ergevano al di sopra degli altri della grande assemblea e avevano imparato a non temere nulla.

Con i loro meriti e la loro saggezza disciplinavano le menti; adornavano i loro corpi con segni d’auspicio, eccellendo nell’aspetto e nella forma, ma rifiutando ogni ornamento mondano. In fama e rinomanza si innalzavano al di sopra del Monte Sumeru; la loro fede profonda era solida come il diamante. I gioielli del loro Dharma splendevano ovunque, facendo cadere dolce rugiada, e nell’assemblea il suono delle loro parole era il più sottile e meraviglioso di tutti.

Avevano sondato le profondità della originazione dipendente e reciso tutte le visioni erronee, non prendendo più in considerazione i concetti né dell’essere né del non essere. Nell’esporre la Legge erano impavidi come leoni ruggenti, e le loro dissertazioni su di essa si spandevano come tuoni. Non vi era modo di misurarli, poiché avevano superato ogni misura. Nel cercare i gioielli del Dharma, erano come abili timonieri. Avevano padroneggiato tutti i significati profondi e sottili delle dottrine ed erano esperti nel percepire le esistenze passate e future degli esseri viventi e il funzionamento delle loro menti.

Si avvicinavano all’eguagliare la saggezza liberamente esercitata del Buddha, l’incomparabile, i suoi dieci poteri, il suo coraggio e le sue diciotto proprietà non condivise. Sebbene avessero fermamente chiuso i cancelli a ogni forma di esistenza malvagia, si lasciavano tuttavia nascere nei cinque regni inferiori, manifestandosi lì per poter agire come grandi re-medici, sanando con abilità le malattie altrui, distribuendo qualunque medicina si adattasse al male, e assicurandosi che il paziente la prendesse come prescritta.

Benefici innumerevoli — tutti questi li avevano acquisiti; terre dei Buddha innumerevoli — tutte queste le avevano rese meravigliosamente pure. Nessuno li vedeva o li ascoltava senza trarne giovamento, e nessuna delle loro azioni era mai compiuta invano. Tale era il modo in cui tutti i meriti aderivano a loro.

I nomi dei bodhisattva erano: Bodhisattva che Contempla l’Uguaglianza, Bodhisattva che Contempla la Disuguaglianza, Bodhisattva che Contempla Uguaglianza e Disuguaglianza, Bodhisattva Re della Libertà nella Meditazione, Bodhisattva Re della Libertà nel Dharma, Bodhisattva Forme del Dharma, Bodhisattva Forme Splendenti, Bodhisattva Ornamento Splendente, Bodhisattva Grande Ornamento, Bodhisattva Accumulazione di Gioielli, Bodhisattva Accumulazione di Eloquenza, Bodhisattva Mano Preziosa, Bodhisattva Mano col Sigillo Prezioso, Bodhisattva dalla Mano Costantemente Alzata, Bodhisattva dalla Mano Costantemente Tesa, Bodhisattva dalla Commiserazione Costante, Bodhisattva della Capacità Gioiosa, Bodhisattva Re della Gioia, Bodhisattva dal Suono Eloquente, Bodhisattva Scrigno del Vuoto, Bodhisattva che Porta la Torcia Preziosa, Bodhisattva Valore Prezioso, Bodhisattva Vista Preziosa, Bodhisattva Rete di Indra, Bodhisattva Rete Luminosa, Bodhisattva Vista Incondizionata, Bodhisattva Accumulazione di Saggezza, Bodhisattva Supremazia Preziosa, Bodhisattva Re Celeste, Bodhisattva che Sconfigge i Demoni, Bodhisattva Virtù Fulminea, Bodhisattva Re della Libertà, Bodhisattva Forme e Ornamenti di Merito, Bodhisattva Ruggito del Leone, Bodhisattva Suono del Tuono, Bodhisattva Suono che Percuote la Forma della Montagna, Bodhisattva Elefante in Calore, Bodhisattva Elefante Bianco in Calore, Bodhisattva Sforzo Costante, Bodhisattva che Non Riposa Mai, Bodhisattva Nascita Meravigliosa, Bodhisattva dell’Ornamento Floreale, Bodhisattva che Percepisce i Suoni del Mondo, Bodhisattva che Consegue Grande Autorità, Bodhisattva Rete di Brahmā, Bodhisattva Bastone Prezioso, Bodhisattva dell’Insuperato, Bodhisattva Terra Adornata, Bodhisattva Riccioli d’Oro, Bodhisattva Riccioli di Gemme, Bodhisattva Maitreya e Bodhisattva Principe del Dharma Mañjuśrī. Tali erano i trentaduemila bodhisattva.

Vi erano anche diecimila re Brahmā, Śikhin e altri, che erano venuti dagli altri mondi dei quattro continenti a far visita al luogo ove si trovava il Buddha e ad ascoltare il Dharma. Vi erano anche dodicimila Indra che erano venuti dagli altri mondi dei quattro continenti per prendere posto nell’assemblea. Inoltre vi erano altri esseri celesti di grande autorità e potere, come pure draghi, spiriti, yakṣa, gandharva, asura, garuḍa, kiṃnara, mahoraga e altri, tutti venuti a prendere posto nell’assemblea. Erano giunti a prendere posto nell’assemblea anche i vari monaci, monache, laici e laiche.

In quel momento il Buddha, reverentemente circondato da questa moltitudine di innumerevoli centinaia e migliaia di esseri, esponeva loro la Legge. Era come il Monte Sumeru, re delle montagne, che si erge dal grande oceano. Riposando a proprio agio nel suo seggio del leone adorno di gioielli, spandeva il suo splendore su tutta la grande assemblea là raccolta.

In quel momento un uomo di nome Accumulazione di Gioielli, figlio di un uomo ricco della città di Vaiśālī, insieme ad altri cinquecento figli di uomini ricchi, era venuto presso il luogo ove cui si trovava il Buddha, ognuno recando parasoli adornati con i sette tesori. Inchinando il capo in omaggio ai piedi del Buddha, si unirono nell’offrire i loro parasoli in elemosina al Buddha.

Il Buddha con i suoi poteri soprannaturali fece allora convergere tutti i parasoli preziosi in un unico parasole che si estese sopra l’intero mondo del miliardo di mondi. Tutte le vaste caratteristiche di tale mondo erano visibili al suo interno. Tutti i Monti Sumeru del mondo del miliardo di mondi, le Montagne di Neve, le Montagne Mucilinda, le Montagne Mahāmucilinda, le Montagne Profumate, le Montagne di Gioielli, le Montagne d’Oro, le Montagne Nere, le Montagne del Cerchio di Ferro, le Grandi Montagne del Cerchio di Ferro, gli immensi oceani, i fiumi e i corsi d’acqua, i ruscelli e i torrenti, le fontane e le sorgenti, come pure i soli, le lune, le stelle, le costellazioni, i palazzi celesti, i palazzi dei draghi e i palazzi degli spiriti venerabili — tutto ciò era visibile all’interno del parasole prezioso. E i Buddha delle dieci direzioni, i Buddha mentre predicavano la Legge — anche questi erano visibili all’interno del parasole prezioso.

In quel momento tutti i membri della grande assemblea, testimoniando questa manifestazione dei poteri soprannaturali del Buddha, sospirarono di ammirazione per ciò che non avevano mai visto prima. Congiungendo i palmi, fecero omaggio al Buddha, alzando lo sguardo in riverenza al volto dell’Onorato dal Mondo e senza mai distogliere gli occhi da esso.

Allora il figlio dell’uomo ricco, Accumulazione di Gioielli, alla presenza del Buddha recitò questi versi di lode:

Occhi puri e ampi come il loto azzurro;

mente pura, immersa nelle meditazioni;

per azioni pure a lungo accumulate, illimitata

è la fama,

la tua quiete guida l’assemblea — così inchiniamo il capo.

Abbiamo visto il grande saggio

operare trasformazioni miracolose,

mostrandoci tutte le innumerevoli terre nelle dieci direzioni,

i Buddha che vi espongono la Legge —

ognuno di questi abbiamo visto e udito.

I poteri del Dharma del Re del Dharma superano

costantemente elargisce a tutti le ricchezze del Dharma.

Con abilità distingue le caratteristiche dei fenomeni,

senza mai vacillare nella sua comprensione

dell’unica grande Verità.

Hai imparato a trattare tutti i fenomeni con libertà,

così inchiniamo il capo a questo Re del Dharma.

Definisci le cose come né esistenti né non esistenti;

cause e condizioni producono la loro nascita.

Nessun «io», nessun agente, nessun ricevente,

eppure il karma buono e cattivo non cessa mai di operare.

Sotto l’albero del Buddha, hai usato la tua potenza

per soggiogare Māra;

ottenendo la dolce rugiada del nirvāṇa,

hai conquistato il risveglio.

Già libero da pensiero, percezione e volizione,

hai confutato tutte le dottrine non buddhiste.

Tre volte hai fatto girare la ruota della Legge

nel mondo del miliardo di mondi,

la ruota che dall’inizio è sempre stata pura.

Gli esseri celesti e umani hanno conseguito

la via — questo ne fu la prova;

i Tre Tesori apparvero allora nel mondo.

Questa meravigliosa Legge portò salvezza ai molti esseri;

abbracciandola, non regrediscono mai

ma dimorano nella quiete costante.

Grande re-medico, guaritore di vecchiaia,

malattia e morte,

rendiamo omaggio alla virtù senza limiti

del tuo mare del Dharma;

impassibile di fronte all’acclamazione o

all’insulto, come il Monte Sumeru,

hai pietà in uguale misura dei buoni e dei non buoni.

Nella mente e nelle azioni imparziale, come il cielo vuoto —

chi può ascoltare questo gioiello dell’umanità

senza dare rispettoso assenso?

Ora offriamo questi piccoli parasoli all’Onorato dal Mondo,

e in essi ci vengono rivelati i tremila mondi.

Palazzi ove risiedono dèi, draghi e spiriti,

kiṃnara, yakṣa e tutti quegli altri esseri,

tutto ciò che esiste nel mondo vediamo —

colui dai dieci poteri manifesta

per compassione queste trasformazioni.

L’assemblea, vedendo questo spettacolo raro,

loda tutta il Buddha;

ora inchiniamo il capo al venerabile del mondo triplice.

Grande saggio, Re del Dharma, rifugio della moltitudine —

contemplando il Buddha con mente purificata,

nessuno non si rallegra!

Ognuno vede l’Onorato dal Mondo in piedi dinanzi a sé —

tali sono i poteri trascendentali del Buddha,

le sue proprietà non condivise.

Il Buddha predica la Legge con un’unica voce,

ma ogni essere vivente la comprende secondo la propria natura.

Tutti credono che l’Onorato dal Mondo

rivolga a tutti le stesse parole —

tali sono i suoi poteri trascendentali,

le sue proprietà non condivise.

Il Buddha predica la Legge con un’unica voce,

ma ogni essere vivente la comprende a modo suo.

Tutti intraprendono le pratiche del Buddha

e ne traggono beneficio —

tali sono i suoi poteri trascendentali,

le sue proprietà non condivise.

Il Buddha predica la Legge con un’unica voce,

ma ad alcuni porta timore, ad altri gioia e letizia.

Alcuni sono spinti ad abbandonare il mondo,

alcuni sono liberati dal dubbio —

tali sono i suoi poteri trascendentali,

le sue proprietà non condivise.

Dinanzi alla grande diligenza di colui

dai dieci poteri inchiniamo il capo;

inchiniamo il capo all’impavida che ha conseguito.

Inchiniamo il capo a colui

che dimora nelle proprietà non condivise,

inchiniamo il capo al grande condottiero di tutti gli esseri.

Puoi recidere i lacci che vincolano

la moltitudine — inchiniamo il capo a ciò;

hai raggiunto l’altra riva — inchiniamo il capo a ciò.

Inchiniamo il capo a colui

che può salvare tutti in questo mondo,

inchiniamo il capo a colui che da lungo tempo

ha abbandonato il sentiero della nascita e della morte.

Conosci i segni di tutti gli esseri nel loro andare e venire,

hai conseguito la liberazione adeguata da tutti i fenomeni.

Libero dagli attaccamenti mondani, come il fiore del loto,

costantemente ti muovi nel regno del vuoto e della quiete;

hai padroneggiato i segni di tutti i fenomeni, senza blocchi né ostacoli;

come il cielo, non ti appoggi a nulla — inchiniamo il capo!

Quando il figlio dell’uomo ricco, Accumulazione di Gioielli, ebbe finito di recitare questi versi, si rivolse al Buddha dicendo: «Onorato dal Mondo, questi cinquecento figli di uomini ricchi hanno tutti rivolto la mente all’anuttara-samyak-saṃbodhi. Desiderano udire come si possa purificare le terre dei Buddha.1 Ti preghiamo, Onorato dal Mondo, di spiegare le pratiche compiute dai bodhisattva nel purificare le terre.»

Il Buddha disse: «Eccellente, Accumulazione di Gioielli! Per il bene dei bodhisattva fai bene a chiedere al Così Venuto le pratiche per purificare le terre. Ascolta bene, ascolta bene, e riflettici nel tuo pensiero! Ora ti spiegherò.»

Accumulazione di Gioielli e gli altri cinquecento figli di uomini ricchi si prepararono allora ad ascoltare gli insegnamenti a loro rivolti.

Il Buddha disse: «Accumulazione di Gioielli, i vari tipi di esseri viventi sono di per sé le terre dei Buddha dei bodhisattva. Perché? Perché è convertendo i vari esseri agli insegnamenti che i bodhisattva acquisiscono le loro terre dei Buddha. È persuadendo i vari esseri e superando le loro obiezioni che i bodhisattva acquisiscono le loro terre dei Buddha. È inducendo i vari esseri viventi a entrare nella saggezza del Buddha in tale o tal altra terra che acquisiscono le loro terre dei Buddha. È inducendo i vari esseri viventi a sviluppare la capacità per le pratiche dei bodhisattva in tale o tal altra terra che acquisiscono le loro terre dei Buddha.

«Perché è così? Perché l’acquisizione di una terra pura da parte del bodhisattva è interamente dovuta all’aver portato beneficio agli esseri viventi. Supponiamo che un uomo voglia costruire una dimora su un terreno aperto. Può farlo a suo piacimento senza ostacoli. Ma se tenta di costruirla nell’aria, non ci riuscirà mai. È lo stesso per i bodhisattva. È perché desiderano aiutare gli altri a conseguire il successo che fanno il voto di acquisire le terre dei Buddha. Il loro voto di acquisire le terre dei Buddha non è fondato sul vuoto.

«Accumulazione di Gioielli, devi capire che una mente retta è la terra pura del bodhisattva.2 Quando il bodhisattva consegue la Buddhità, esseri privi di adulazione nasceranno nel suo paese.

«Una mente che indaga in profondità è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri dotati di benedizioni nasceranno nel suo paese.

«Una mente che aspira all’illuminazione è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità esseri dediti al Grande Veicolo nasceranno nel suo paese.

«L’elemosina è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri capaci di abbandonare tutto nasceranno nel suo paese.

«L’osservanza dei precetti è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri che adempiono al voto di compiere le dieci buone azioni nasceranno nel suo paese.

«La sopportazione è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri adornati dai trentadue segni nasceranno nel suo paese.

«Lo sforzo è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri che si sforzano diligentemente per acquisire ogni sorta di benedizioni nasceranno nel suo paese.

«La meditazione è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri capaci di regolare le loro menti e tenerle lontane dal disordine nasceranno nel suo paese.

«La saggezza è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri corretti e certi nella comprensione nasceranno nel suo paese.

«Una mente dedicata alle quattro qualità incommensurabili è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri perfetti nell’esercizio della pietà, della compassione, della gioia e dell’equanimità nasceranno nel suo paese.

«I quattro metodi per convertire le persone sono la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri disciplinati dalle emancipazioni nasceranno nel suo paese.

«I mezzi abili sono la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, esseri capaci di impiegare ogni sorta di mezzi abili con piena libertà nasceranno nel suo paese.

«I trentasette elementi della Via sono la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, nasceranno nel suo paese degli esseri esperti nei quattro stati di presenza mentale, nei quattro tipi di retta diligenza, nelle quattro basi del potere soprannaturale, nelle cinque radici della bontà, nei cinque poteri, nei sette fattori del risveglio e nell’ottuplice sentiero santo.

«Una mente intenta a trasferire il merito agli altri è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, acquisirà un paese dotato di ogni sorta di virtù meritoria.

«Insegnare agli altri ad evitare le otto difficoltà è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, il suo paese sarà libero dai tre mali e dalle otto difficoltà.

«Osservare egli stesso i precetti senza criticare gli altri per le loro manchevolezze è la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, nessuno nel suo paese sarà chiamato trasgressore di proibizioni.

«Le dieci buone azioni sono la terra pura del bodhisattva. Quando egli consegue la Buddhità, nasceranno nel suo paese degli esseri che non soffrono morte prematura, possiedono grande ricchezza, sono puri nelle azioni, sinceri e veritieri nelle parole, sempre miti nel parlare, mai alienati dai parenti o dai compagni, abili nel risolvere le dispute, che invariabilmente pronunciano parole proficue, mai invidiosi, mai iracondi, e corretti nella comprensione.3

«Pertanto, Accumulazione di Gioielli, poiché il bodhisattva ha una mente retta, è spinto all’azione. Poiché è spinto all’azione, ottiene una mente che indaga in profondità. Poiché ha una mente che indaga in profondità, la sua volontà è ben controllata. Poiché la sua volontà è ben controllata, agisce in accordo con gli insegnamenti. Poiché agisce in accordo con gli insegnamenti, può trasferire il merito agli altri. Poiché trasferisce il merito agli altri, sa come impiegare i mezzi abili. Poiché sa come impiegare i mezzi abili, può guidare gli altri verso l’illuminazione. Poiché guida gli altri verso l’illuminazione, la sua terra dei Buddha è pura. Poiché la sua terra dei Buddha è pura, la sua predicazione della Legge è pura. Poiché la sua predicazione della Legge è pura, la sua saggezza è pura. Poiché la sua saggezza è pura, la sua mente è pura. E poiché la sua mente è pura, tutte le benedizioni di cui gode saranno pure.

«Pertanto, Accumulazione di Gioielli, se il bodhisattva desidera acquisire una terra pura, deve purificare la sua mente. Quando la mente è pura, la terra dei Buddha sarà pura.»

In quel momento Śāriputra, mosso dai poteri soprannaturali del Buddha, pensò tra sé: «Se la mente del bodhisattva è pura, allora la sua terra dei Buddha sarà pura. Ora, quando il nostro Onorato dal Mondo decise per la prima volta di diventare un bodhisattva, le sue intenzioni erano certamente pure. Perché allora questa terra dei Buddha è così piena di impurità?»4

Il Buddha, conoscendo i suoi pensieri, gli disse: «Che ne pensi? Il sole e la luna sono impuri? È per questo che il cieco non riesce a vederli?»

Śāriputra rispose: «No, Onorato dal Mondo. È colpa del cieco. Il sole e la luna non sono da biasimare.»

«Śāriputra, sono le manchevolezze degli esseri viventi che impediscono loro di vedere la meravigliosa purezza della terra del Buddha, il Così Venuto. Il Così Venuto non è da biasimare. Śāriputra, questa mia terra è pura, ma tu non riesci a vederla.»

In quel momento uno dei re Brahmā dalla ciocca di capelli a forma di conchiglia disse a Śāriputra: «Non devi pensare che questa terra dei Buddha sia impura. Perché lo dico? Perché ai miei occhi, la terra dei Buddha di Śākyamuni è pura e immacolata come il palazzo dell’essere celeste Grande Libertà.»

Śāriputra disse: «Quando guardo questa terra, la vedo piena di colline e avvallamenti, cespugli spinosi, sabbia e ghiaia, terra, rocce, molte montagne, sporcizia e contaminazione.»

Il re Brahmā disse: «È semplicemente che la tua mente ha alti e bassi e non si appoggia alla saggezza del Buddha. Perciò vedi questa terra come impura. Śāriputra, il bodhisattva tratta tutte le cose e gli esseri, ciascuno di essi, con perfetta uguaglianza. La sua mente che indaga in profondità è pura, e poiché si appoggia alla saggezza del Buddha, può vedere la purezza di questa terra dei Buddha.»

Il Buddha premette allora il suo alluce contro la terra, e immediatamente il mondo del miliardo di mondi fu adornato con centinaia e migliaia di gioielli rari, finché non assomigliò alla Terra dell’Ornamento di Gioielli di Incommensurabili Benedizioni del Buddha Ornamento di Gioielli. Tutti i membri della grande assemblea sospirarono di meraviglia per ciò che non avevano mai visto prima, e tutti videro che erano seduti su loti di gioielli.5

Il Buddha disse a Śāriputra: «Ora vedi la meravigliosa purezza di questa terra dei Buddha?»

Śāriputra rispose: «In verità sì, Onorato dal Mondo. Qualcosa che non ho mai visto prima, e di cui non avevo mai nemmeno sentito parlare — ora tutta la meravigliosa purezza della terra dei Buddha è visibile dinanzi a me!»

Il Buddha disse a Śāriputra: «La mia terra dei Buddha è sempre stata pura così. Ma poiché desidero salvare quelle persone che sono umili e inferiori, la faccio sembrare una terra impura piena di contaminazioni, questo è tutto. È come il caso degli esseri celesti. Tutti si nutrono dallo stesso recipiente prezioso, ma il cibo appare diverso per ciascuno, a seconda dei meriti e delle virtù che ciascuno possiede. È lo stesso in questo caso, Śāriputra. Se la mente di una persona è pura, vedrà le meravigliose benedizioni che adornano questa terra.»

Quando il Buddha in questo modo rivelò la meravigliosa purezza della terra, i cinquecento figli di uomini ricchi che accompagnavano Accumulazione di Gioielli furono tutti in grado di cogliere la verità della non-nascita, e ottantaquattromila persone rivolsero tutte la mente al conseguimento dell’anuttara-samyak-saṃbodhi. Il Buddha rilasciò allora il potere soprannaturale che aveva esercitato con il suo alluce e il mondo tornò alla sua apparenza precedente.

Trentaduemila esseri celesti e umani che desideravano percorrere il sentiero dell’uditore di voce, comprendendo che tutte le cose sono impermanenti per natura, si lasciarono alle spalle la polvere, si allontanarono dalla contaminazione e conseguirono il puro Occhio del Dharma; e ottomila monaci, cessando di accettare il mondo fenomenico, posero fine a tutte le contaminazioni e conseguirono l’emancipazione della mente.

Note


1 «Purificare le terre dei Buddha» significa qui lavorare diligentemente per guidare gli esseri dei vari regni o terre dei Buddha verso l’illuminazione, che è uno dei principali obiettivi delle attività del bodhisattva.


2 Il termine zhíxīn (直心), «mente retta», può essere tradotto anche come «mente diretta». Nei paragrafi che seguono, il termine «terra pura» viene usato per indicare uno stato mentale o una linea d’azione che permette al bodhisattva di creare una terra dei Buddha pura per natura guidando gli altri verso l’illuminazione. La qualità o l’azione nel bodhisattva produce uno stato analogo negli esseri che nascono nella sua terra; per esempio, poiché egli stesso è onesto e retto di mente, essi sono liberi dall’adulazione o dalla doppiezza.


3 Ciascuno dei dieci meriti qui elencati risulta dall’osservanza di una delle dieci buone azioni.


4 Śāriputra, uno dei dieci principali discepoli del Buddha, appare abitualmente nel Sūtra di Vimalakīrti come espressore di dubbi o espositore di visioni erronee associate agli insegnamenti Hīnayāna. Ma come indicato qui, il Buddha a volte instilla deliberatamente tali dubbi nella mente di Śāriputra come mezzo per approfondire l’esposizione della dottrina.


5 Vale a dire, percepirono che essi stessi erano in possesso della natura di Buddha.