I frutti superiori della vita ascetica
«È possibile, venerabile, indicare un altro frutto visibile della vita ascetica, in questa stessa vita, più eccellente e più sublime di questi frutti visibili della vita ascetica?»
«È possibile, grande re. Ascolta dunque, grande re, presta bene attenzione: parlerò.»
«Sì, venerabile», rispose il re Ajātasattu di Magadha, figlio di Vedehī, al Beato. Il Beato disse:
«Qui, grande re, nel mondo appare un Tathāgata, arahant, perfettamente risvegliato, perfetto nella conoscenza e nella condotta, ben avviato, conoscitore del mondo, guida suprema degli uomini da addomesticare, maestro di deva e di uomini, risvegliato, Beato. Egli, avendo realizzato con conoscenza diretta questo mondo con i suoi deva, con Māra e con Brahmā, questa generazione con i suoi asceti e brahmani, con deva e uomini, lo proclama. Insegna il Dhamma, bello all’inizio, bello nel mezzo, bello alla fine, nel significato e nella lettera, e rivela la vita santa del tutto completa e interamente pura.
«Ascolta quel Dhamma un capofamiglia, o il figlio di un capofamiglia, o uno nato in un’altra famiglia. Dopo aver ascoltato quel Dhamma, acquista fiducia nel Tathāgata. Dotato di quella fiducia che ha acquistato, riflette così: “La vita di casa è angusta, è un sentiero di polvere; la vita da rinunciante è all’aria aperta. Non è facile, vivendo in casa, condurre la vita santa del tutto completa, del tutto pura, levigata come una conchiglia. E se mi facessi radere capelli e barba, indossassi vesti color ocra e lasciassi la vita di casa per la vita senza casa?”
«Dopo un certo tempo, lasciando un piccolo o un grande cumulo di ricchezze, lasciando un piccolo o un grande cerchio di parenti, si fa radere capelli e barba, indossa vesti color ocra e lascia la vita di casa per la vita senza casa.
«Uscito così dalla vita di casa, vive trattenuto dal controllo del Pātimokkha, dotato di buona condotta e di ambito appropriato, vedendo pericolo nelle più piccole colpe, si addestra assumendo le regole di addestramento, dotato di azioni salutari del corpo e della parola, di sostentamento puro, perfetto nella virtù, con le porte dei sensi custodite, dotato di presenza mentale e vigilanza, contento.
La sezione minore sulla virtù
«E come, grande re, il monaco è perfetto nella virtù? Qui, grande re, il monaco, abbandonato l’uccidere esseri viventi, si astiene dall’uccidere esseri viventi. Ha deposto il bastone, ha deposto l’arma, è scrupoloso, compassionevole, vive pieno di benevolenza e compassione verso tutti gli esseri viventi. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Abbandonato il prendere ciò che non è dato, si astiene dal prendere ciò che non è dato; prende solo ciò che gli è dato, attende solo ciò che gli è dato, vive senza rubare, con sé puro. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Abbandonata la non-castità, vive in castità, lontano da ciò, astenendosi dal rapporto sessuale, dalla pratica da villaggio. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Abbandonata la menzogna, si astiene dalla menzogna; dice la verità, è fedele alla verità, saldo, affidabile, non inganna il mondo. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Abbandonata la parola divisiva, si astiene dalla parola divisiva; ciò che ha udito qui non lo riferisce là per dividere questi; ciò che ha udito là non lo riferisce qui per dividere quelli. Così riconcilia i divisi, rafforza gli uniti, si compiace dell’unità, si diletta nell’unità, gioisce dell’unità, pronuncia parole che producono unità. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Abbandonata la parola aspra, si astiene dalla parola aspra; pronuncia parole irreprensibili, gradevoli all’orecchio, affettuose, che toccano il cuore, garbate, care a molti, gradite a molti. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Abbandonata la chiacchiera frivola, si astiene dalla chiacchiera frivola; parla al momento giusto, secondo verità, con senso, secondo il Dhamma, secondo la disciplina; pronuncia parole degne di essere custodite, opportune, ragionate, moderate, connesse con il significato. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Si astiene dal danneggiare semi e piante … vive di un solo pasto, si astiene dal mangiare di notte, dal cibo fuori orario. Si astiene da danze, canti, musica e spettacoli. Si astiene dall’uso di ghirlande, profumi, unguenti, ornamenti e abbellimenti. Si astiene da letti alti e lussuosi. Si astiene dall’accettare oro e argento. Si astiene dall’accettare cereali crudi. Si astiene dall’accettare carne cruda. Si astiene dall’accettare donne e ragazze. Si astiene dall’accettare schiavi e schiave. Si astiene dall’accettare capre e pecore. Si astiene dall’accettare polli e maiali. Si astiene dall’accettare elefanti, bovini, cavalli e giumente. Si astiene dall’accettare campi e terreni. Si astiene dall’incarico di messaggero e dal fare commissioni. Si astiene da compravendite. Si astiene da falsificazioni di bilance, metalli e misure. Si astiene da corruzione, inganno, frode e raggiro. Si astiene da mutilare, uccidere, imprigionare, rapinare, saccheggiare e atti violenti. Anche questo fa parte della sua virtù.
La sezione intermedia sulla virtù
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano a tali danneggiamenti di semi e piante, cioè semi di radice, semi di tronco, semi di nodo, semi di punta e, quinto, semi di seme, egli si astiene da tali danneggiamenti di semi e piante. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano all’accumulo e all’uso di scorte, cioè scorte di cibo, di bevande, di vesti, di veicoli, di letti, di profumi, di beni materiali, e simili, egli si astiene da tale accumulo e uso di scorte. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano a spettacoli di svago, cioè danze, canti, musica, rappresentazioni, narrazioni, battito di mani, cembali, tamburi, spettacoli di bellezza, esibizioni di acrobati, esercizi su pertica, rituali di lavaggio, combattimenti di elefanti, di cavalli, di bufali, di tori, di capre, di montoni, di polli, di quaglie, combattimenti con bastoni, pugilato, lotta, esercitazioni militari, rassegna delle truppe, schieramento dell’esercito, parate, e simili, egli si astiene da tali spettacoli. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano ai giochi d’azzardo e ai passatempi che portano alla negligenza, cioè giochi su scacchiera a otto caselle e a dieci caselle, il gioco del cielo, il gioco dei percorsi, giochi con bastoncini, con tessere, con palline, con le mani tinte, con dadi, con trombette di foglia, con aratri giocattolo, con capriole, con girandole, con misurini di foglia, con carri giocattolo, con archi giocattolo, con indovinelli sulle lettere, con indovinelli sul pensiero, con imitazioni di deformità, e simili, egli si astiene da tali giochi e passatempi. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano a letti alti e lussuosi, cioè divani, letti con animali scolpiti, tappeti di lana lunga, coperte a macchie, coperte di lana bianca, coperte ricamate di fiori, materassi di cotone, coperte con disegni di animali, coperte di lana su un lato, coperte di lana su due lati, coperte ornate di gemme, coperte di seta, tappeti da danza, gualdrappe per elefanti, per cavalli, per carri, pelli di antilope, pelli di cervo con baldacchino, con cuscini rossi ai due lati, e simili, egli si astiene da tali letti alti e lussuosi. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano ad ornamenti e abbellimenti, cioè frizioni con unguenti, massaggi, bagni, manipolazioni, specchi, collirio, ghirlande, profumi e unguenti, cipria per il viso, creme per il viso, braccialetti, fermagli per i capelli, bastoni, contenitori di medicine, spade, ombrelli, sandali ornati, turbanti, gioielli, scacciamosche, vesti bianche e vesti con lunghe frange, e simili, egli si astiene da tali ornamenti e abbellimenti. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano ai discorsi volgari, cioè discorsi su re, ladri, ministri, eserciti, pericoli, guerre, cibo, bevande, vesti, letti, ghirlande, profumi, parenti, veicoli, villaggi, borghi, città, campagne, donne, eroi, strade, pozzi, antenati defunti, discorsi vari, speculazioni sul mondo, speculazioni sul mare, discorsi su esistere e non esistere, e simili, egli si astiene da tali discorsi volgari. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano ai discorsi polemici, cioè: “Tu non comprendi questo Dhamma e questa disciplina, io comprendo questo Dhamma e questa disciplina; che puoi comprendere tu di questo Dhamma e di questa disciplina? Sei sulla via sbagliata, io sono sulla via giusta; io sono coerente, tu non lo sei; hai detto prima ciò che andava detto dopo e dopo ciò che andava detto prima; ciò che hai a lungo elaborato si è rovesciato; la tua tesi è confutata; sei sconfitto; va’, cerca di liberarti dalla tesi, oppure scioglila, se ne sei capace”, e simili, egli si astiene da tali discorsi polemici. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si dedicano a incarichi di messaggero e a commissioni, cioè per re, ministri, nobili, brahmani, capifamiglia, ragazzi: “Va’ qui, va’ là, porta questo, porta là quest’altro”, e simili, egli si astiene da tali incarichi e commissioni. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, sono impostori, adulatori, interpreti di presagi, intimidatori, cacciatori di guadagno mediante guadagno, egli si astiene da tali inganni e adulazioni. Anche questo fa parte della sua virtù.
La sezione maggiore sulla virtù
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè lettura del corpo, presagi, portenti, sogni, segni, morsi di topo, offerte al fuoco, offerte con il mestolo, offerte con la pula, offerte con la crusca, offerte con il riso, offerte con il burro chiarificato, offerte con l’olio, offerte con la bocca, offerte con il sangue, scienza delle membra, scienza dei terreni, scienza dei guerrieri, scienza dei cimiteri, scienza degli spiriti, scienza della terra, scienza dei serpenti, scienza dei veleni, scienza degli scorpioni, scienza dei topi, scienza degli uccelli, scienza dei corvi, predizione della durata della vita, protezione dalle frecce, linguaggio degli animali, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè segni delle gemme, delle vesti, dei bastoni, delle armi, delle spade, delle frecce, degli archi, degli armamenti, delle donne, degli uomini, dei ragazzi, delle ragazze, degli schiavi, delle schiave, degli elefanti, dei cavalli, dei bufali, dei tori, delle vacche, delle capre, dei montoni, dei polli, delle quaglie, delle iguane, degli orecchini, delle tartarughe, dei cervi, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè: “i re marceranno, i re non marceranno; i nostri re attaccheranno e i loro re si ritireranno; i loro re attaccheranno e i nostri re si ritireranno; vittoria per i nostri re e sconfitta per i loro re; vittoria per i loro re e sconfitta per i nostri re; così questo avrà la vittoria, quest’altro la sconfitta”, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè: “Ci sarà un’eclissi di luna, di sole, di stelle; il sole e la luna seguiranno il loro corso, oppure devieranno; le stelle seguiranno il loro corso, oppure devieranno; cadrà una meteora, il cielo brucerà, ci sarà un terremoto, ci sarà un tuono; sorgere, tramontare, offuscarsi e schiarirsi della luna, del sole e delle stelle; l’eclissi di luna avrà questo risultato, l’eclissi di sole avrà questo risultato, l’eclissi delle stelle avrà questo risultato, il corso della luna e del sole avrà questo risultato, la deviazione della luna e del sole avrà questo risultato, il corso delle stelle avrà questo risultato, la deviazione delle stelle avrà questo risultato, la meteora avrà questo risultato, il cielo in fiamme avrà questo risultato, il terremoto avrà questo risultato, il tuono avrà questo risultato, il sorgere, il tramontare, l’offuscarsi e lo schiarirsi della luna, del sole e delle stelle avranno questo risultato”, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè: “Ci sarà buona pioggia, ci sarà cattiva pioggia, ci sarà abbondanza di cibo, ci sarà carestia, ci sarà sicurezza, ci sarà pericolo, ci sarà malattia, ci sarà salute”, e il calcolo sulle dita, la computazione, l’aritmetica, la poesia, la dottrina del mondo, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè combinare nozze, dare in nozze, riconciliare, separare, riscuotere, spendere, portare fortuna, portare sfortuna, provocare aborti, incantesimi sulla lingua, incantesimi per bloccare la mascella, incantesimi sulle mani, sulla mascella, sulle orecchie, oracoli con lo specchio, con una ragazza, con un deva, adorazione del sole, adorazione di Mahā, accensione di fuoco dalla bocca, invocazione di Sirī, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Mentre alcuni asceti e brahmani, nutrendosi di cibo donato per fede, si procurano da vivere con arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati, cioè riti di pacificazione, riti di voto, riti degli spiriti, riti della terra, riti per far piovere, riti per fermare la pioggia, riti sui terreni, riti di purificazione dei terreni, sciacqui rituali, bagni rituali, oblazioni, emetici, purganti, purganti dall’alto, purganti dal basso, purganti per la testa, olio per le orecchie, bagni per gli occhi, cura nasale, collirio, controcollirio, chirurgia oculare, chirurgia, pediatria, somministrazione di medicine di radice, rimozione di erbe, e simili, egli si astiene da tali arti volgari e mezzi di sussistenza sbagliati. Anche questo fa parte della sua virtù.
«Quel monaco, grande re, così perfetto nella virtù, non vede pericolo da nessuna parte, cioè dal controllo della virtù. Come un re khattiya unto sul capo, con i nemici sconfitti, non vede pericolo da nessuna parte, cioè dai nemici; allo stesso modo, grande re, il monaco così perfetto nella virtù non vede pericolo da nessuna parte, cioè dal controllo della virtù. Dotato di questo nobile aggregato della virtù, sperimenta internamente una felicità senza biasimo. Così, grande re, il monaco è perfetto nella virtù.