I quattro jhāna
«Appartato dai piaceri sensuali, appartato dai fenomeni non salutari, entra e dimora nel primo jhāna, accompagnato da pensiero applicato e sostenuto, con la gioia e la felicità nate dall’appartarsi. Inonda, impregna, riempie e pervade questo stesso corpo con la gioia e la felicità nate dall’appartarsi; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da gioia e felicità nate dall’appartarsi.
«Come un abile bagnante o il suo apprendista, versata della polvere di sapone da bagno in un catino di bronzo, la spruzzasse con acqua a poco a poco, finché la palla di sapone, satura di umidità, imbevuta, pregna all’interno e all’esterno, non gocciolasse; allo stesso modo, grande re, il monaco inonda, impregna, riempie e pervade questo stesso corpo con la gioia e la felicità nate dall’appartarsi; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da gioia e felicità nate dall’appartarsi. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
«Inoltre, grande re, con la quiete del pensiero applicato e sostenuto, il monaco entra e dimora nel secondo jhāna, con fiducia interiore e unificazione della mente, senza pensiero applicato né sostenuto, con la gioia e la felicità nate dalla concentrazione. Inonda, impregna, riempie e pervade questo stesso corpo con la gioia e la felicità nate dalla concentrazione; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da gioia e felicità nate dalla concentrazione.
«Come un lago d’acqua profonda, alimentato da una sorgente, senza ingresso d’acqua da oriente, senza ingresso d’acqua da mezzogiorno, senza ingresso d’acqua da occidente, senza ingresso d’acqua da settentrione, e la pioggia non lo riempisse a tempo debito;3 allora una fonte d’acqua fresca, sgorgando dal lago stesso, inonderebbe, impregnerebbe, riempirebbe e pervaderebbe quel lago con acqua fresca; non ci sarebbe parte di tutto il lago che non fosse pervasa da acqua fresca.
«Allo stesso modo, grande re, il monaco inonda, impregna, riempie e pervade questo stesso corpo con la gioia e la felicità nate dalla concentrazione; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da gioia e felicità nate dalla concentrazione. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
«Inoltre, grande re, con il distacco dalla gioia il monaco vive equanime, con presenza mentale e vigilanza, e sperimenta con il corpo la felicità di cui i nobili dicono: “Equanime e con presenza mentale, vive felice”; entra e dimora nel terzo jhāna. Inonda, impregna, riempie e pervade questo stesso corpo con la felicità priva di gioia; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da felicità priva di gioia.
«Come in un laghetto di loti blu, o di loti rossi, o di loti bianchi, alcuni loti blu, rossi o bianchi, nati nell’acqua, cresciuti nell’acqua, che non emergono dall’acqua, nutriti restando immersi, dalla punta alla radice sono inondati, impregnati, riempiti e pervasi da acqua fresca; non c’è parte di tutti quei loti blu, rossi o bianchi che non sia pervasa da acqua fresca; allo stesso modo, grande re, il monaco inonda, impregna, riempie e pervade questo stesso corpo con la felicità priva di gioia; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da felicità priva di gioia. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
«Inoltre, grande re, abbandonata la felicità, abbandonata la sofferenza, con la scomparsa già prima di contentezza e afflizione, il monaco entra e dimora nel quarto jhāna, né sofferenza né felicità, con la purezza dell’equanimità e della presenza mentale. Siede pervadendo questo stesso corpo con una mente pura e luminosa; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da una mente pura e luminosa.
«Come un uomo seduto, avvolto dalla testa in giù con un panno bianco, e non ci fosse parte di tutto il suo corpo non coperta dal panno bianco; allo stesso modo, grande re, il monaco siede pervadendo questo stesso corpo con una mente pura e luminosa; non c’è parte di tutto il suo corpo che non sia pervasa da una mente pura e luminosa. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.