La conoscenza della visione profonda
«Quando la mente è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega alla conoscenza e visione. Comprende così: “Questo mio corpo ha forma, è composto dei quattro grandi elementi, nato da madre e padre, nutrito di riso bollito e porridge4, soggetto a impermanenza, a frizione, a massaggio, a rottura e a dissoluzione; e questa mia coscienza è qui sostenuta, qui legata.”
«Come una gemma di berillo, bella, di pura qualità, a otto facce, ben lavorata, limpida, trasparente, senza difetti, perfetta in ogni aspetto. In essa sia infilato un filo blu, giallo, rosso, bianco o giallino. Un uomo con la vista, presala in mano, la esaminerebbe: “Questa gemma di berillo è bella, di pura qualità, a otto facce, ben lavorata, limpida, trasparente, senza difetti, perfetta in ogni aspetto; qui è infilato un filo blu, giallo, rosso, bianco o giallino.”
«Allo stesso modo, grande re, quando la mente del monaco è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega alla conoscenza e visione. Comprende così: “Questo mio corpo ha forma, è composto dei quattro grandi elementi, nato da madre e padre, nutrito di riso bollito e porridge, soggetto a impermanenza, a frizione, a massaggio, a rottura e a dissoluzione; e questa mia coscienza è qui sostenuta, qui legata.” Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
Il corpo fatto di mente
«Quando la mente è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega a creare un corpo fatto di mente. Da questo corpo crea un altro corpo, dotato di forma, fatto di mente, con tutte le membra, con tutte le facoltà intatte.
«Come un uomo che estraesse una canna dal giunco. Gli verrebbe da pensare: “Questo è il giunco, questa è la canna; il giunco è una cosa, la canna un’altra; dal giunco è stata estratta la canna.” Oppure come un uomo che estraesse una spada dal fodero. Gli verrebbe da pensare: “Questa è la spada, questo è il fodero; la spada è una cosa, il fodero un’altra; dal fodero è stata estratta la spada.” Oppure come un uomo che tirasse fuori un serpente dal suo cesto. Gli verrebbe da pensare: “Questo è il serpente, questo è il cesto; il serpente è una cosa, il cesto un’altra; dal cesto è stato tirato fuori il serpente.”
«Allo stesso modo, grande re, quando la mente del monaco è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega a creare un corpo fatto di mente. Da questo corpo crea un altro corpo, dotato di forma, fatto di mente, con tutte le membra, con tutte le facoltà intatte. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
I poteri sovrannaturali
«Quando la mente è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega ai poteri. Sperimenta molte specie di poteri: essendo uno diventa molti, essendo molti diventa uno; appare e scompare; passa senza ostacolo attraverso muri, recinzioni e montagne come attraverso lo spazio; si immerge e riemerge dalla terra come nell’acqua; cammina sull’acqua senza affondare come sulla terra; seduto a gambe incrociate viaggia nel cielo come un uccello alato; tocca e accarezza con la mano questo sole e questa luna, così potenti e maestosi; arriva con il corpo fino al mondo di Brahmā.
«Come un abile vasaio, o l’apprendista di un vasaio, con argilla ben lavorata potrebbe fare e portare a compimento qualunque forma di vaso desideri. Come un abile intagliatore d’avorio, o l’apprendista di un intagliatore, con avorio ben lavorato potrebbe fare e portare a compimento qualunque forma di oggetto d’avorio desideri. Come un abile orafo, o l’apprendista di un orafo, con oro ben lavorato potrebbe fare e portare a compimento qualunque forma di oggetto d’oro desideri.
«Allo stesso modo, grande re, quando la mente del monaco è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega ai poteri. Sperimenta molte specie di poteri: essendo uno diventa molti, essendo molti diventa uno; appare e scompare; passa senza ostacolo attraverso muri, recinzioni e montagne come attraverso lo spazio; si immerge e riemerge dalla terra come nell’acqua; cammina sull’acqua senza affondare come sulla terra; seduto a gambe incrociate viaggia nel cielo come un uccello alato; tocca e accarezza con la mano questo sole e questa luna, così potenti e maestosi; arriva con il corpo fino al mondo di Brahmā. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
L’orecchio divino
«Quando la mente è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega all’orecchio divino. Con l’elemento dell’udito divino, purificato, oltre l’umano, ode entrambi i tipi di suoni, divini e umani, lontani e vicini.
«Come un uomo in viaggio lungo una strada, che udisse il suono di un tamburo, di un tamburello, di una conchiglia, di piccoli tamburi e di timpani. Gli verrebbe da pensare: “Questo è il suono di un tamburo; questo è il suono di un tamburello; questo è il suono di una conchiglia, di piccoli tamburi e di timpani.”
«Allo stesso modo, grande re, quando la mente del monaco è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega all’orecchio divino. Con l’elemento dell’udito divino, purificato, oltre l’umano, ode entrambi i tipi di suoni, divini e umani, lontani e vicini. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
La lettura della mente
«Quando la mente è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega alla conoscenza della mente altrui. Conosce con la propria mente la mente degli altri esseri, delle altre persone: conosce la mente con passione come “mente con passione”, conosce la mente senza passione come “mente senza passione”, conosce la mente con avversione come “mente con avversione”, conosce la mente senza avversione come “mente senza avversione”, conosce la mente con illusione come “mente con illusione”, conosce la mente senza illusione come “mente senza illusione”, conosce la mente raccolta come “mente raccolta”, conosce la mente dispersa come “mente dispersa”, conosce la mente dilatata5 come “mente dilatata”, conosce la mente non dilatata come “mente non dilatata”, conosce la mente superabile come “mente superabile”, conosce la mente insuperabile come “mente insuperabile”, conosce la mente concentrata come “mente concentrata”, conosce la mente non concentrata come “mente non concentrata”, conosce la mente liberata6 come “mente liberata”, conosce la mente non liberata come “mente non liberata”.
«Come una donna o un uomo, giovane, che ama ornarsi, guardando il riflesso del proprio volto in uno specchio puro, luminoso, oppure in una bacinella d’acqua limpida, saprebbe, se c’è una macchia: “C’è una macchia”, e, se non c’è: “Non c’è una macchia”; allo stesso modo, grande re, quando la mente del monaco è così concentrata, pura, luminosa, senza macchia, priva di impurità, duttile, malleabile, salda, giunta all’imperturbabilità, egli la rivolge e la piega alla conoscenza della mente altrui. Conosce con la propria mente la mente degli altri esseri, delle altre persone: conosce la mente con passione come “mente con passione”, conosce la mente senza passione come “mente senza passione”, conosce la mente con avversione come “mente con avversione”, conosce la mente senza avversione come “mente senza avversione”, conosce la mente con illusione come “mente con illusione”, conosce la mente senza illusione come “mente senza illusione”, conosce la mente raccolta come “mente raccolta”, conosce la mente dispersa come “mente dispersa”, conosce la mente dilatata come “mente dilatata”, conosce la mente non dilatata come “mente non dilatata”, conosce la mente superabile come “mente superabile”, conosce la mente insuperabile come “mente insuperabile”, conosce la mente concentrata come “mente concentrata”, conosce la mente non concentrata come “mente non concentrata”, conosce la mente liberata come “mente liberata”, conosce la mente non liberata come “mente non liberata”. Anche questo, grande re, è un frutto visibile della vita ascetica più eccellente e più sublime dei frutti visibili precedenti.
Note
5 Mahaggataṁ. Questo termine è usato, insieme a “incommensurabile / illimitato”, nella descrizione standard della consapevolezza generata dalla pratica dei brahmavihāra (SN 42:8). Secondo il venerabile Anuruddha in MN 127, tuttavia, una mente dilatata non è incommensurabile: il suo raggio di consapevolezza è più ampio del corpo ma ancora misurabile, e va, come distanza, dall’ombra di un albero fino alla terra delimitata dall’oceano. ↩